La Storia
Quando si parla di Akragas, o di calcio che si è fatto ad Agrigento, viene alla mente la data di nascita del club: 1951, ma non è proprio così, perchè non è stato questo il vero inizio del calcio biancazzurro!
Il football, come veniva chiamato agli albori questo nuovo sport dai nostri progenitori, incantava i giovani di allora per la semplicità di gioco. Si scelsero spazi ampi, come il piano Sanfilippo (l’attuale Piazza Rosselli dove c’è la stazione di pullman), ed infine, dopo anni si costruì lo stadio Esseneto.
Erano gli anni trenta, siamo in pieno regime fascista ed il calcio iniziavaad andare alla grande con un seguito impressionante di spettatori, questo anche grazie all’enorme pubblicità derivante dai mondiali vinti dalla Nazionale Italiana di Pozzo. Non mancarono i derby accesi con le vicine Caltanissetta, Malrsaliaed altri capoluoghi isolani, ed i tifosi iniziavano a seguire la squadra del cuore con particolare simpatia, accendendo un campanilismo puro, senza tuttavia, suscitare violenza e scontri di masse.
Nella lontana stagione 1944/45, la città era rappresentata calcisticamente dall’A.S. Agrigento, e militava in Prima Divisione.
La squadra, in maggioranza, era formata da giocatori locali come: Di Napoli, Gallo, Mario salemi, Novara, Ghisoni, Faita, Banini, Persico Schillaci, Fini ed altri ancora.
Poi la società fallì per il solito problema di sempre “mancanza di liquidità”, ma il calcio risorse subito nel 1951, con una nuova società che venne chiamata: AKRAGAS.
Al timone della società si prodigarono Enzo Lauretta, Carmelo Nobile, Giuseppe Gentile, Francesco Alaimo, Franco Pirrone, ai quali si unirono altri soci. Si ingaggia il primo allenato dell’Akragas, e questa è una primizia: Carmelo Di Bella ex calciatore di Palermo e Catania.
Nasce così il cammino biancazzurro. Tanti i nomi di calciatori ed allenatori akragantini che sono rimasti scolpiti nella memoria. I tecnici più famosi che hanno lasciato una traccia indimenticabile: Carmelo Di Bella, Guido Dossena, Egizio Rubino, Ottorino Dugini, Bacicalupo, Franco Scoglio, Alvaro Biagini, Ignazio
Arcoleo, e tanti altri ancora.
Lunga la lista dei giocatori, su tutti Antonio Caviglia (200 partite in biancazzurro). E poi forse tutti non
sanno ci sono nomi famosi anche tutt’ora, che hanno militato, anche se per poco tempo, in maglia biancazzurra: Luciano Moggi per 40 giorni, nella stagione 63′/64 oppure Gigi Maifredi.
Ma ci fu una stagione che sarebbero dovuti arrivare in biancazzurro due giovani promettenti proposti dall’allora diesse Simonelli: Roberto Baggio e Nicola Berti.
La società preferì affidarsi al vivaio locale. Ma non è finita: un giovanissimo belga di origini aragonesi: Vincenzo Scifo venne proposto dal padre alla società dei templi.
Il ragazzo era gracile e non fu scelto. La storia potrebbe continuare all’infinito.
Questi, invece sono stati gli anni più importanti del sodalizio biancazzurro: stagione 1956/57 Akragas promosso in serie C, 1967/68 retrocessione in serie D, 1976/77 si tocca il fondo con la retrocessione in Promozione.
Anno 1978/79 pronto ritorno in serie D, anno 80/81 si va in serie C2, 1982/83 l’Akragas tocca il cielo con un dito con la promozione in serie C1. Poi il lento declino che costò due retrocessioni consecutive nell’anno 84/ 85 e 85/86 che diedero l’addio al professionismo! Poi un nuovo fallimento e l’arrivo del titolo dalla
vicina Favara.
Nel 91/92 la squadra chiamata Agrigento/Favara si trasforma in Agrigento Hinterland e ritorna in serie C. Un ulteriore trasformazione nella denominazione e ritorna a chiamarsi. AKRAGAS!
Sono gli anni del ritorno di Beppe Catalano ad Agrigento e del compianto presidente Gaetano Russello. E mentre l”entusiasmo arriva alle stelle, nella stagione 1993/94 l’Akragas viene d’ufficio retrocesso in Eccellenza per una fidejussione falsa della gestione Elio Nicosia.
Sono gli anni più bui del calcio biancazzurro: la squadra alla deriva e dopo quattro rinunce viene radiata. Il calcio akragantino scompare miseramente e nella stagione 1995/96 si riparte dalla Seconda Categoria con Alfredo Prado presidente sino al 2001/02 che riesce a portare la squadra nel campionato d’Eccellenza. Il resto è storia recente: Gaetano Seidita, Giuseppe Deni, Giuseppe Di Rosa,
Calogero Pontei ed adesso Gioacchino Sferrazza. Purtroppo sono state tutte quante (eccezione fatta per la gestione-Deni che riuscì a conquistare la Coppa Sicilia), stagioni molto buie e tristi per i tifosi biancazzurri.
Adesso probabilmente riparte una nuova avventura: speriamo sia quella fatale.
Carmelo Lentini

